Visti gli ultimi accadimenti, verrebbe da affermare che io abbia un’inclinazione naturale nel mettere dei punti belli convinti alle storie che vivo, più che altro, aggiungo io, per via degli “a capo” che ci saranno poi, per me e solo per me.
Lei mi ammira per questo e perché, dice, non ce li ho i rimpianti io.
Lei non ci riesce a smettere con la mia stessa determinazione, non lasciando possibilità di replica alcuna. Io, dice, non lo dò lo spazio al chiarimento, ché tanto non andrebbe a cambiare la situazione di partenza.
Bene. Giunti a questo punto, mi pare necessario svelare questa tanto invidiata tecnica salvavita che neanche la Beghelli.
Punto uno: occultazione di lacrime e derivati, segno indiscusso di debolezza, prima che di umanità.
Zero tracce.
Niente rimmel sulle lenzuola.
Il fondotinta è VIE-TA-TO in ogni circostanza.
In secondo luogo bisogna munirsi di sacchetto da congelatore (il Cuki è abbastanza affidabile), ci si caccia dentro quella roba che han deciso andasse in alto a sinistra a scaldare i nostri palati, e la si sostituisce con una praticissima pompa idraulica (i cui costi di manutenzione sono peraltro molto contenuti e la dignità è sempre salva).
Penultimo passo è l’auto convincimento. “Lo schifo sta prima del punto e il resto del mondo è incluso in quell‘“a capo”” (che staremo ammirando ormai con occhi scintillanti). Et voilà! Saremo assimilabili a dei titani, orgogliosi di aver chiuso con i nostri limiti (poco importa se di tanto in tanto ci sentiremo dentro ad un attillatissimo costume da coglioni patentati).
Infine, a coronare il tutto, come la fogliolina di basilico fresco sulla pizza, c’è il corso di Spagnolo, che quello, è risaputo, risolve!
(Non che io abbia intenzione di ritrattare quanto detto, ma la merda resta tale anche se ci spruzziamo lo spray dorato sopra).