Della notte ama la libertà di passare l’indice sulla condensa che offusca le sue riflessioni.
Traccia figure gocciolanti che ricordano gli innumerevoli cambi d’abito fuori programma e aspetta di poter sentire ancora chiari i passi delle suole abbracciate strette alla sua terra.
Nonostante il mondo fuori, si dice scintillante di emozioni, asciutta e felice, seppur tradita dal sale bianco steso sulle gote.
Se chiude gli occhi distingue la lontananza che scioglie le sue ultime incertezze. Gioca a raccontarsi agli altri come una parentesi scavata tra l’ombelico e le tempie, scura, da coprire con mani tremolanti, nella penombra di una notte di settembre.
Due braccia le incorniciano il ventre stranamente accentato. Per un attimo ancora si fa piccola dentro al suo stesso respiro. Profuma di pellicola in bianco e nero in mezzo a milioni di film a colori.
Lei. L’opera d’arte dentro al blocco di marmo che nessuno avrà avuto il coraggio di scolpire.
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